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LE PRINCIPALI COSE DA SAPERE SULLE VARIE POSSIBILITÀ TERAPEUTICHE

L'obiettivo della sua terapia è tenere il più a lungo possibile sotto controlla la malattia impedendo che il cancro si diffonda ulteriormente. I dolori causati dalle metastasi devono essere ridotti al massimo, in modo da conservare la migliore qualità di vita possibile.

In questo capitolo troverà maggiori approfondimenti su questi temi:

QUALI FORME DI TRATTAMENTO ESISTONO?

Le terapie standard per il carcinoma mammario metastatico sono la chemioterapia e la radioterapia. Raramente viene effettuato un intervento chirurgico. A seconda del tipo di cancro al seno di cui soffre, può anche ricevere una terapia antiormonale o una terapia mirata.

Negli ultimi decenni sono stati compiuti importanti progressi nella terapia del carcinoma mammario. Oggi sono disponibili svariate possibilità terapeutiche efficaci per il carcinoma mammario metastatico. Di seguito è presentata ciascuna di queste forme.

  • Chemioterapia
  • Radioterapia
  • Terapia antihormonale
  • Terapie mirate
  • Sostanze per rinforzare le ossa
  • Intervento chirurgico
  • Chemioterapia

    I farmaci chemioterapici sono citotossici, ossia uccidono le cellule tumorali. Purtroppo la chemioterapia attacca anche le cellule sane. Questo spiega i tipici effetti collaterali, quali la diarrea e la caduta dei capelli.

    Alcune chemioterapie possono essere facilmente assunte a casa sotto forma di compresse. Altre vengono somministrate per via endovenosa in ospedale o da un medico autorizzato.

    La chemioterapia non è adatta a tutte le forme di carcinoma mammario metastatico né a tutte le pazienti. Dipende soprattutto dal tipo di cancro, dal grado di diffusione delle metastasi nell'organo, dal suo stato di salute generale e dalla terapia che ha ricevuto in occasione della prima diagnosi di cancro.

  • Radioterapia

    Esistono diverse chemioterapie. Se lei tollera male una chemioterapia, il medico può cambiare la sostanza.

    Utilizza radiazioni molto energetiche per uccidere le cellule tumorali. Nel carcinoma mammario metastatico la radioterapia è spesso usata per le metastasi alle ossa, se non è possibile ridurle con altre terapie e se provocano dolore alle ossa. Nel carcinoma mammario metastatico è per lo più sufficiente una sola seduta o una breve serie di sedute della durata di alcuni giorni. Se la sua salute lo consente, la radioterapia può essere eseguita ambulatorialmente. Se riceve contemporaneamente una chemioterapia, probabilmente rimarrà in ospedale per qualche giorno. I possibili effetti collaterali della radioterapia dipendono dalla regione del corpo trattata.

  • Terapia antiormonale

    Con la terapia antiormonale si tratta il cancro al seno che risponde a un trattamento ormonale («ormonosensibile»). in particolare agli estrogeni. Questo frequente tipo di cancro è detto anche positivo per il recettore ormonale e, con la terapia antiormonale. si cerea di bloccare o non produrre più l'ormone che stimola la crescita del cancro. Per il trattamento del carcinoma mammario metastatico è disponibile una serie completa di diverse terapie antiormonali. Molte possono essere assunte per bocca sotto forma di compresse, altre tramite iniezione. Possono, ma non devono necessariamente, essere combinate alla chemioterapia.

    La forma di terapia seguita per il carcinoma mammario ormonosensibile dipende da quanto segue: se lei attraversa la fase pre- o post-menopausa (climaterio), quanto tempo è trascorso dalla diagnosi iniziale e se ha già ricevuto una terapia prima della comparsa delle metastasi. Anche se ha già seguito in precedenza una terapia antiormonale adesso può essere nuovamente trattata con gli antiormoni.

  • Terapie mirate

    «Mirato» significa che si cerea di bloccare la divisione cellulare e quindi la crescita del tumore «in modo mirato», senza compromettere le cellule sane. II punto di partenza è rappresentato da determinate e tipiche strutture sulla superficie delle cellule tumorali. La struttura più famosa è il recettore HER2. Se le cellule tumorali presentano, sulla superficie, molti di questi recettori o punti di ancoraggio, è possibile attaccarli con un'adeguata terapia mirata. Nei tipi di cancro che hanno solo pochi recettori HER2, questa terapia non funziona. II medico deve pertanto in primo luogo stabilire che tipo specifico di carcinoma mammario è presente.

  • Sostanze per rinforzare le ossa

    I  bifosfonati o altri trattamenti si utilizzano quando si rilevano metastasi ossee. Questi farmaci sono in grado di rinforzare le ossa, ridurre la degradazione ossea e i dolori e impedire, nel lungo periodo, il verificarsi di fratture. II farmaco può essere somministrato per via orale, sotto forma di compresse o tramite iniezione. II suo medico la informerà in merito ai tempi di utilizzo.

  • Intervento chirurgico

    L'intervento chirurgico è molto raro nel carcinoma mammario metastatico. I tumori possono essere trattati chirurgicamente se sono diventati molto grandi, se compromettono la funzione di organi importanti o se, con l'intervento, si spera di ottenere un significativo lenimento del dolore. L'intervento chirurgico è sempre integrato da farmaci e/o radioterapia.

POSSIBILITÀ THERAPEUTICHE PER DETERMINATI TIPI DI CANCRO

 

 

 

 

Positivo al recettore ormonal e HER2-negativo

Questo tipo di cancro può0 essere trattato con terapie antiormonali che possono o inibire la produzione degli ormoni sessuali femminili (estrogeno e progesterone) oppure bloccare o ridurre i «siti di aggancio» per questi tumori sulla superficie delle cellule tumorali.

Negativo al recettore ormonale e HER2-positivo

E trattato prevalentemente con terapia mirata HER2 e chemioterapia.

Positivo per il recettore ormonale e HER2-positivo

In questo caso si può ricorrere a entramble le specifiche terapie antitumorali: terapia antiormonale e una terapia mirata contro l'HER2.

Negativo al recettore ormonale e HER2-negativo (triplo negativo)

Allo stato attuale può essere trattato solo con chemio­terapia.

CON QUALE FREQUENZA E PER QUANTO TEMPO RICE­ VERÒ UNA TERAPIA?

Diversamente dal cancro al seno in fase precoce, adesso che il cancro è metastatico, la terapia la acco pagnerà per tutta la vita. È importante per tenere a bada il cancro e alleviare i sintomi delle metastasi.

I percorsi terapeutici possono essere molto diversi: innanzitutto si somministra per lo più una terapia o una determinata combinazione di terapie. Dopo qualche tempo è possibile passar e a un'altra terapia. A volte diverse forme di terapia si alternano tra loro. Se il cancro è pienamente sotto controllo, è possibile prevedere una pausa nella terapia. In un secondo momento inizierà ad assumere nuovamente i farmaci.

Molte terapie sono erogate o in ospedale o presso un ambulatorio oncologico sotto forma di infusione o iniezione. Queste infusioni le vengono somministrate una volta la settimana, ogni tre settimane o anche più di rado. La radioterapia viene effettuata in una sola seduta o in sedute quotidiane per un breve periodo di tempo. A volte si alternano settimane di radioterapia e settimane di infusioni.

COME GIÀ DETTO: NON ESISTE UN PIANO TERAPEUTICO «MIGLIORE» PER TRATTARE IL CARCINOMA MAMMARIO METASTATICO. OGNI SITUAZIONE DI VITA E OGNI CANCRO SONO DIVERSI.

È assolutamente comprensibile desiderare di interrompere una terapia non appena ci si sente meglio oppure, al contrario, se non si tollerano i sintomi abbinati a una terapia. Ciononostante è estremamente importante proseguire una terapia se essa si dimostra efficace. Parli con il suo medico curante se non è sicura di voler proseguire la terapia.

DA COSA IL MIO MEDICO CAPISCE SE UNA TERAPIA È EFFICACE?

Il medico effettua regolarmente diverse indagini e analisi. Importanti punti di riferimento per lui sono:

La dimensione del tumore e/o delle metastasi:

Con l‘ausilio della diagnostica per immagini, come ad es. la TAC o la RM, il medico vede se il tumore e/o le metastasi sono ulteriormente cresciuti, rimasti uguali o si sono ridotti.

Diversi marcatori tumorali:

I marcatori tumorali sono proteine o altre sostanze prodotte dal tumore o che l’organismo rilascia in risposta alla malattia. In genere, ma non sempre, sono riscontrabili nel sangue.
L’aumento o la diminuzione nel tempo dei valori dei marcatori tumorali può servire come riferimento per l’attività delle cellule tumorali e l’efficacia della terapia.

Nuove metastasi:

II suo medico vuole accertarsi regolarmente che le cellule tumorali non si siano ulteriormente diffuse nell'organismo. Anche per questo si impiega la diagnostica per immagini (TAC e RM). L'individuazione di nuove metastasi è un segnale critico. Spesso si passa a una nuova terapia.

 

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